Il decreto di esproprio

Che cos'è il decreto di esproprio?

Il decreto di esproprio è l’atto conclusivo della procedura espropriativa e determina il trasferimento del diritto di proprietà in favore dell’ente espropriante. È pertanto un atto amministrativo emesso dall’Autorità espropriante.
L’emanazione del decreto di esproprio comporta l’estinzione di tutti i diritti, personali o reali, gravanti sul bene espropriato, come previsto dal I comma dell’art. 25 del dpr 327/2001. La norma peraltro fa salvo il mantenimento di quei diritti reali minori che siano compatibili con i fini a cui l’espropriazione è preordinata. In tal caso si ritiene tuttavia che debba essere il decreto di esproprio stesso ad indicare quali diritti vengono mantenuti sul bene.

Il contenuto del decreto di esproprio

Il decreto di espropriazione deve essere emanato entro il termine di validità della dichiarazione di pubblica utilità che, normalmente, è di 5 anni. Nell’atto devono essere specificatamente indicati:
• Gli estremi degli atti da cui è sorto il vincolo preordinato all’esproprio e del provvedimento di dichiarazione di pubblica utilità e approvazione del progetto
• l’indennità determinata in via provvisoria o urgente e precisa se essa sia stata accettata dal proprietario o successivamente corrisposta, ovvero se essa sia stata depositata presso la Cassa depositi e prestiti;
• l’eventuale nomina dei tecnici incaricati di determinare in via definitiva l’indennità di espropriazione, precisando se essa sia stata accettata dal proprietario o successivamente corrisposta, ovvero se essa sia stata depositata presso la Cassa depositi e prestiti;
• l’eventuale sussistenza dei presupposti previsti dall’articolo 22, comma 1, e della determinazione urgente della indennità provvisoria;
• gli estremi del decreto emanato ai sensi dell’articolo 22-bis e del relativo stato di esecuzione ove la procedura adottata sia stata appunto quella dell’occupazione di urgenza preordinata all’esproprio.

Condizione necessaria per l’emanazione del decreto di esproprio, pertanto è la sola fissazione dell’indennità provvisoria, risultando invece irrilevante il pagamento della medesima o la rideterminazione dell’indennità definitiva.
Tribunale sup. acque , 08/01/2015 , n. 1: “Ai sensi dell’art. 23, comma 1, lett. c) d.P.R. n. 327 del 200, elemento essenziale del decreto di esproprio, è costituito dalla determinazione dell’indennità in via provvisoria, per cui né l’avvenuta effettiva corresponsione dell’indennità di espropriazione né la previa determinazione dell’indennità definitiva si configurano quali requisiti di validità del decreto stesso; ne consegue che la mancata previsione o la mancata corresponsione della giusta indennità di espropriazione e la dedotta insufficienza di quella offerta dal concessionario dei lavori non possono costituire in alcun modo vizio invalidante la procedura espropriativa.”

L'esecuzione del decreto di esproprio

Il decreto di espropriazione deve essere notificato al proprietario nelle forme degli atti processuali civili, con un avviso contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora in cui è prevista l’esecuzione del decreto di espropriazione, almeno sette giorni prima di essa e viene eseguito mediante la redazione di un verbale di immissione in possesso e dello stato di consistenza.

Va tuttavia evidenziato che la notificazione non costituisce condizione di validità del decreto di espropriazione:
T.A.R. , Latina , sez. I , 31/10/2011 , n. 871: “Per la validità del decreto di espropriazione per pubblica utilità l’art. 23 comma 1 lett. a) d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 richiede la sola emanazione entro il termine di scadenza e l’efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, senza imporne contestualmente la notificazione e /o comunicazione personale, non trattandosi di atto recettizio, la cui notificazione sarebbe invece condizione di perfezione o efficacia; pertanto, la mancata comunicazione personale non ha alcun effetto viziante, incidendo esclusivamente sul decorso del termine di decadenza per l’esercizio dell’azione impugnatoria.”

Il decreto di esproprio deve essere trascritto presso l’ufficio dei registri immobiliari e deve essere curata la voltura catastale. Un estratto del decreto di esproprio deve essere poi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica o nel Bollettino Ufficiale della Regione nel cui territorio si trova il bene.
Ove l’ente espropriante ometta di effettuare la corretta trascrizione o volturazione dell’atto l’espropriato può chiederne l’esecuzione in via amministrativa
T.A.R., Latina , sez. I , 17/09/2021 , n. 505: “Sussiste l’obbligo di provvedere della p.a. sull’istanza con cui il titolare di aree ormai espropriate da tempo richiede di effettuare la voltura catastale, visto l’art.  23, comma 4, d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 per il quale le operazioni di trascrizione e voltura nel catasto dei decreti di esproprio devono avere luogo a cura a spese del beneficiario dell’ablazione senza indugio.”

Con il trasferimento della proprietà cessano anche gli oneri fiscali in capo all’espropriato anche qualora al medesimo fosse lasciata la detenzione del bene:
Cassazione civile , sez. trib. , 02/03/2020 , n. 5639: “In tema di ICI l’espropriato, una volta emesso un decreto definitivo di esproprio, cessa di essere soggetto passivo di imposta, a nulla rilevando che abbia mantenuto la concreta disponibilita` del cespite e che poi intervengano ulteriori accordi con l’amministrazione espropriante.”

Con il trasferimento della proprietà cessano anche gli oneri fiscali in capo all’espropriato anche qualora al medesimo fosse lasciata la detenzione del bene:
Cassazione civile , sez. trib. , 02/03/2020 , n. 5639: “In tema di ICI l’espropriato, una volta emesso un decreto definitivo di esproprio, cessa di essere soggetto passivo di imposta, a nulla rilevando che abbia mantenuto la concreta disponibilita` del cespite e che poi intervengano ulteriori accordi con l’amministrazione espropriante.”

L'impugnazione del decreto di esproprio

Il decreto di esproprio può essere impugnato in via amministrativa entro i 60 giorni della notifica. Con il ricorso al Tar è possibile fare valere i vizi formali o sostanziali specifici dell’atto. Occorre tuttavia ricordare come non è possibile censurare il progetto che ha condotto all’esproprio e la sua approvazione in quanto la giurisprudenza amministrativa ritiene necessaria l’impugnazione immediata dell’atto comportante appunto la dichiarazione di pubblica utilità, in quanto atto direttamente lesivo.
Il decreto di esproprio può essere invece impugnato avanti la Corte di Appello richiedendo la rideterminazione giudiziale dell’indennità di espropriazione non accettata. Il decreto di esproprio costituisce infatti condizione dell’azione:
Cassazione civile sez. I, 13/01/2021, n.387: “Il decreto di esproprio segna la conclusione del procedimento di espropriazione, determinando il trasferimento della proprietà dell’immobile in favore dell’espropriante e facendo sorgere il diritto dell’espropriato all’indennità. Nel giudizio di opposizione alla stima, pertanto, la sua emanazione si configura non già come presupposto processuale, alla cui esistenza è subordinata la possibilità di pervenire ad una decisione di merito, ma come condizione dell’azione, la cui mancanza impedisce l’accoglimento della domanda, escludendo la configurabilità del diritto che ne costituisce il fondamento. Tale principio – la pronuncia del decreto di espropriazione costituisce una condizione dell’azione per la determinazione della corrispondente indennità, sicché il giudice non può esaminare il merito della causa senza che esso venga a esistenza – resta valido anche con riferimento alla disciplina introdotta dal Dpr n. 327 del 2001, atteso che in assenza di provvedimento ablativo il relativo procedimento non può concludersi con una sorta di statuizione meramente estimatoria di una indennità non ancora dovuta e suscettibile, in tesi, di restare lettera morta nella ipotesi in cui la autorità espropriante dovesse reputare, per motivi di pubblico interesse, di non procedere alla espropriazione del bene, alla quale resta, perciò, in ogni caso, subordinata.”

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Il decreto di esproprio

Il progetto Pedemontana Lombarda prevede un sistema viabilistico, composto da 87 km di autostrada (67 km) e tangenziali (20 km) e 70 km di viabilità locale. Le opere connesse interesseranno il territorio in senso verticale, esattamente come l’autostrada lo attraverserà orizzontalmente, migliorando i collegamenti alla nuova infrastruttura e contribuendo a risolvere la storica congestione di molte direttrici provinciali che oggi attraversano i centri abitati con grande danno per ambiente e sicurezza.

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Cose da fare quando si riceve notizia di un esproprio:

1. Occorre capire a che fase sia la procedura espropriativa: capire questo è molto importante, in quanto a seconda della fase in cui ci si trovi, sono differenti le modalità di tutela che la legge offre all’espropriato.

2. Occorre studiare come il progetto coinvolge la proprietà: è indispensabile sapere con esattezza che conseguenze abbia l’esproprio sulla proprietà anche al fine di valutare eventuali indennità aggiuntive che spettino per la svalutazione che subisce la porzione residua del bene.

3. Occorre sapere se vi siano dei termini in scadenza: in una procedura espropriativa è sempre bene attivarsi prontamente per difendere i propri diritti. Appena si riceva quindi notizia di un procedimento espropriativo è necessario aver ben chiaro se vi siano termini in scadenza per il deposito di osservazioni o per l’attivazione di strumenti di tutela previsti dalla legge.

Alcune delle cose che faremo gratuitamente per aiutarti nel tuo caso di esproprio:

Verificheremo i documenti che hai ricevuto dall’ente espropriante per capire lo stato della procedura espropriativa e per cercare di chiarirti quali sono le tempistiche del procedimento espropriativo

– Ti aiuteremo a cercare la documentazione che può essere utile nella tua situazione

– Se necessario fisseremo un sopralluogo inviandoti gratuitamente un nostro tecnico per esaminare la tua proprietà

– Ti aiuteremo a capire che cosa accadrà, quali sono i tuoi diritti nel procedimento espropriativo e quale indennità di esproprio dovrebbe esserti riconosciuta

Ti consiglieremo le strade migliori per tutelarti nella procedura espropriativa e ti daremo un nostro parere su come difenderti dall’esproprio al meglio e su come ottenere la giusta indennità di espropriazione

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TutelaEspropri è un’associazione con sedi in tutta Italia che da circa 20 anni tutela i proprietari di beni espropriati. Grazie all’attività dell’Associazione è possibile difendere i propri diritti, opporsi all’opera (quando ve ne siano le possibilità) o comunque ottenere ampie rivalutazioni delle indennità di esproprio e il riconoscimento di danni e svalutazioni subite da abitazioni e terreni.

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