La data della stima dell’indennità di esproprio
Cassazione civile, sez. I, 27/07/2025, n. 21545: “Ai fini delle liquidazione dell’indennità di esproprio per pubblica utilità o del risarcimento del danno da perdita della proprietà di un fondo nell’ambito di una procedura di esproprio non culminata nel provvedimento finale, il criterio del valore venale del bene è rispettato avuto riguardo al momento della perdita della proprietà, mentre non è consentito determinare quel valore in un momento diverso (quale quello dell’esperimento peritale), riportando poi il dato monetario a ritroso mediante uso delle tabelle Istat, le quali riflettono le variazioni dei prezzi al consumo, ma non tengono conto delle quotazioni di mercato degli immobili.”
Nella sentenza in commento la Suprema Corte di Cassazione richiama il principio in base al quale la data della stima dell’indennità di esproprio debba essere corrispondente a quella dell’emissione del decreto di esproprio.
Come noto, infatti, il decreto di esproprio si configura quale atto traslativo della proprietà; nonostante pertanto la possibilità offerta dal legislatore all’ente di entrare nel possesso del bene anticipatamente rispetto all’emissione del decreto di esproprio, attraverso lo strumento del decreto di occupazione di urgenza, tuttavia è sempre e solo con l’emissione del decreto di esproprio (o con un atto notarile di cessione bonaria) che si determina il trasferimento della proprietà in capo all’ente espropriante.
Con il trasferimento della proprietà nasce in capo all’espropriato il diritto a vedersi corrisposta l’indennità definitiva di esproprio, ma se così è, allora il valore dell’indennità di esproprio deve necessariamente essere connesso alla data di emissione del decreto espropriativo.
Ciò ha conseguenze anche nell’ambito del giudizio incardinato presso la Corte di Appello per la rideterminazione giudiziale dell’indennità di esproprio. Infatti il Consulente Tecnico Nominato dovrà necessariamente cercare di ricostruire il valore del bene alla data di esproprio e non potrà ricostruire un valore alla successiva data della perizia o alla antecedente data dell’immissione in possesso, salvo poi adeguare il medesimo secondo indici Istat. La Suprema Corte, infatti evidenzia che le variazioni Istat non riflettono le variazioni del valore di mercato dei terreni e degli edifici e pertanto una valutazione così fatta determinerebbe un illegittimo scollamento tra il valore di mercato effettivo del bene alla data di esproprio ed il valore stimato dal perito.
HAI BISOGNO DI AIUTO?
TutelaEspropri è un’associazione con sedi in tutta Italia che da circa 20 anni tutela i proprietari di beni espropriati. Grazie all’attività dell’Associazione è possibile difendere i propri diritti, opporsi all’opera (quando ve ne siano le possibilità) o comunque ottenere ampie rivalutazioni delle indennità di esproprio e il riconoscimento di danni e svalutazioni subite da abitazioni e terreni.
Per informazioni contatta:
– La nostra sede nazionale al numero verde 800.68.48.96
Oppure richiedi un colloquio gratuito con uno dei nostri collaboratori cliccando sul seguente pulsante:
GUARDA ALCUNI DEI NOSTRI CASI DI SUCCESSO -> Clicca qui
Condividi su:
Approfondimenti -> Le procedure di espropriazione per pubblica utilità
