Tutelarsi da un esproprio per pubblica utilità
Presentare osservazioni scritte
Le norme di legge prevedono il diritto del proprietario soggetto ad esproprio di presentare osservazioni scritte in varie fasi della procedura di approvazione di un opera pubblica e quindi nelle varie fasi antecedenti l’avvio delle procedure di esproprio. Tali osservazioni possono riguardare sia le modalità di realizzazione dell’opera sia l’indennità di esproprio spettante al proprietario. Ove adeguatamente preparate e tempestivamente prodotte, tali osservazioni, specie nel caso di espropri condotti dagli enti locali con le procedure ordinarie, possono consentire di giungere alla piena tutela dei proprietari espropriati.
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Attivare la commissione tecnico arbitrale
È lo strumento assolutamente da prediligersi al fine di giungere alla determinazione dell’indennità definitiva di esproprio. Tale strumento consente in tempi decisamente rapidi, senza spese e senza rischi, di conseguire importanti rivalutazioni dell’indennità di esproprio ed una tutela sostanzialmente piena dei diritti economici dei proprietari espropriati. Indispensabile è che il proprietario sia assistito da consulenti tecnici e legali esperti della materia e che la procedura sia attivata tempestivamente.
-> Leggi come attivare una commissione tecnico arbitrale
Fare ricorso in Corte di Appello
È lo strumento offerto dalla legge per ricorrere avverso fissazioni dell’indennità definitiva di esproprio che siano ingiustamente lesive dei diritti economici del proprietario espropriato. Ove pertanto in ballo vi sia la giusta determinazione dell’indennità, la giurisdizione è della Corte di Appello.
Fare ricorso al Tar
È lo strumento offerto dalla legge per contestare le illegittimità commesse dalla Pubblica Amministrazione nelle procedure di approvazione dell’opera pubblica e nelle procedure di espropriazione per pubblica utilità. I proprietari espropriati che dimostrino tali illegittimità potranno far considerare l’occupazione illegittima ed avranno diritto al risarcimento del danno. Possibile, anche se difficilmente attuabile, specie alla luce delle ultime innovazioni legislative (T.U. processo amministrativo), ottenere la sospensione dell’opera. Stante la lunghezza dei processi, i costi e le limitate possibilità di tutela se ne consiglia un utilizzo molto prudente prediligendo lo strumento della Commissione tecnico arbitrale ove in ballo via siano soltanto problematiche di tipo economico.
Per approfondimenti:
Opposizione alla stima: a chi fare causa?
Deposito dell’indennità di esproprio e decreto di svincolo: quali rimedi giudiziari?
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Art 33 – Svalutazione della porzione residua e unitarietà catastale – Parte 2
La questione relativa alla applicabilità dell’art. 33 dpr 327/2001 anche al caso di differenza di mappali catastali è stata affrontata in senso positivo dalla Corte di Cassazione in ben due pronunce rese a Sezioni Unite: Cass. sez. un. 9041/2008 e Cassazione civile sez. un., 25/06/2012, n. 10502

Art 33 – Svalutazione della porzione residua e unitarietà catastale – Parte 1
Nel caso di esproprio parziale di bene unitario l’art 33 dpr 327/200 prevede che l’indennità debba tenere conto anche della svalutazione della porzione residua.
Ma cosa si intende per bene unitario? È necessario che porzione espropriata e porzione residua facciano parte di una medesima particella catastale? È necessario che abbiano medesima destinazione urbanistica?

Occupazione illegittima, prescrizione e usucapione
La Corte evidenzia infatti che per potersi parlare di usucapione l’ente deve dimostrare la sussistenza del suo possesso. Ma tale possesso, precisa la Corte, non si realizza nel caso in cui l’ente abbia iniziato a detenere il bene a seguito di una occupazione legittima di urgenza. In quel caso neppure la semplice scadenza dell’occupazione legittima fa insorgere il possesso in capo alla Pubblica Amministrazione. A ben vedere tuttavia la differenza di soluzioni tra esproprio e indennità ex art. 44 pare ragionevole, in caso infatti di indennità ex art. 44 il proprietario leso nel suo valore non riceve alcuna comunicazione di avvio del procedimento e quindi, l’unico termine a lui riferibile, appare solo quello della avvenuta approvazione del progetto. A ben vedere peraltro neppure l’approvazione del progetto viene comunicata al proprietario non espropriato e quindi, forse, sarebbe stato più ragionevole considerare come termine quello della effettiva conoscenza dei lavori.
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