Ultime notizie in tema di espropriazione per pubblica utilità

Valutazione di impatto ambientale: quali censure hanno concrete possibilità di successo
È necessario monitorare la pubblicazione degli avvisi e rispettare i termini per la presentazione delle osservazioni, che variano a seconda della fase del procedimento. Le osservazioni devono essere puntuali, documentate e, ove possibile, supportate da valutazioni tecniche di parte: le contestazioni generiche o di carattere emotivo non producono alcun effetto utile

Mancata notifica del decreto di esproprio: quali conseguenze
Il proprietario che venga a conoscenza dell’esistenza di un decreto di esproprio mai notificato dovrebbe anzitutto acquisire copia integrale dell’atto e verificarne la data di emanazione, raffrontandola con il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.I tecnici comunicano agli interessati luogo, data e ora delle operazioni almeno sette giorni prima; gli interessati possono assistervi anche a mezzo di persone di fiducia, formulare osservazioni orali e presentare memorie e documenti, dei quali i tecnici sono tenuti a tener conto. La relazione, adottata all’unanimità o a maggioranza, è depositata presso l’autorità espropriante.

La perizia del collegio di tecnici vincola l’ente espropriante
L’autorità espropriante forma l’elenco dei proprietari che non hanno concordato l’indennità e li invita, con atto notificato a mezzo di ufficiale giudiziario, a comunicare entro venti giorni se intendano avvalersi del procedimento e a designare un tecnico di fiducia. In caso di adesione l’autorità nomina due tecnici, tra cui quello designato dal proprietario, mentre il terzo tecnico è nominato dal presidente del tribunale civile del luogo in cui si trova il bene, scelto tra professori universitari di estimo ovvero tra gli iscritti all’albo dei periti o dei consulenti tecnici d’ufficio.
I tecnici comunicano agli interessati luogo, data e ora delle operazioni almeno sette giorni prima; gli interessati possono assistervi anche a mezzo di persone di fiducia, formulare osservazioni orali e presentare memorie e documenti, dei quali i tecnici sono tenuti a tener conto. La relazione, adottata all’unanimità o a maggioranza, è depositata presso l’autorità espropriante.

Fabbricato parzialmente abusivo: si esclude la parte difforme, non l’intero edificio
L’espropriazione di un immobile parzialmente irregolare è ipotesi tutt’altro che rara. Un ampliamento realizzato senza titolo, una veranda chiusa, un piano interrato non assentito: difformità che, in sede di stima, gli enti esproprianti talvolta utilizzano per azzerare l’indennità dell’intero fabbricato.
La Corte di Cassazione ha ribadito che tale impostazione non è corretta.

Aree non edificabili e valore di mercato: rileva anche l’impianto da fonte rinnovabile
Uno degli argomenti più ricorrenti negli atti degli enti espropriati è il seguente: l’area non espressamente qualificata come edificabile va indennizzata al valore del semplice terreno agricolo.
Il ragionamento contiene un vizio di ragionamento come la Corte di Cassazione ha avuto occasione di ribadire.
Ci si interroga sugli effetti di tale divergenza e, in particolare, sulla possibilità che chi ha accettato possa in seguito giovarsi dell’esito favorevole ottenuto da chi ha resistito. La Corte di Cassazione ha fornito una risposta netta.

Comproprietà e accettazione dell’indennità: una scelta irreversibile anche per gli eredi
Nei procedimenti espropriativi che interessano beni in comunione accade di frequente che i comproprietari assumano condotte divergenti: taluni accettano l’indennità provvisoria offerta dall’ente, altri la rifiutano e intraprendono la via della rideterminazione.
Ci si interroga sugli effetti di tale divergenza e, in particolare, sulla possibilità che chi ha accettato possa in seguito giovarsi dell’esito favorevole ottenuto da chi ha resistito. La Corte di Cassazione ha fornito una risposta netta.

Il decreto di esproprio tardivo è annullabile, non nullo
Il proprietario che riceva la notifica di un decreto di esproprio deve verificare immediatamente la data di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità e, ove riscontri il superamento del termine, proporre ricorso entro sessanta giorni. Decorso tale termine il vizio è definitivamente sanato e il bene è irreversibilmente acquisito al patrimonio pubblico.

Vincolo a verde pubblico: conformativo o sostanzialmente espropriativo?
Il Collegio ha ritenuto che, quando la destinazione a verde pubblico non discende dal piano regolatore generale ma da uno strumento di pianificazione attuativa, non opera alcuna presunzione di conformatività, occorrendo un’indagine concreta sul contenuto della limitazione. Nella specie la disciplina di piano escludeva ogni utilizzazione privatistica dell’area in regime di libero mercato. Risultava inoltre decisivo un elemento di frequente riscontro nella pratica: un’area limitrofa, in condizioni urbanistiche sostanzialmente identiche quanto a standard, aveva conseguito l’approvazione di un Piano di Lottizzazione.

Art 33 – Svalutazione della porzione residua e unitarietà catastale – Parte 2
La questione relativa alla applicabilità dell’art. 33 dpr 327/2001 anche al caso di differenza di mappali catastali è stata affrontata in senso positivo dalla Corte di Cassazione in ben due pronunce rese a Sezioni Unite: Cass. sez. un. 9041/2008 e Cassazione civile sez. un., 25/06/2012, n. 10502
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