I danni da sconfinamento

Cassazione civile sez. un., 04/05/2023, n.11701
In tema di danni da sconfinamento nell’attività esecutiva di procedure espropriative – nel caso in cui la realizzazione dell’opera pubblica abbia interessato un terreno diverso o più esteso rispetto a quello considerato dai provvedimenti amministrativi di occupazione e/o di espropriazione, oltre che dalla dichiarazione di pubblica utilità -,  l’occupazione e la trasformazione del terreno da parte della Pubblica amministrazione costituiscono comportamenti di mero fatto, perpetrati in carenza assoluta di potere, e integrano un illecito a carattere permanente, lesivo del diritto soggettivo del privato (cd. occupazione usurpativa), onde l’azione ripristinatoria e risarcitoria per il danno che ne è conseguito rientra nella giurisdizione del giudice ordinario.

La Suprema Corte di Cassazione indica nella giurisdizione ordinaria e non in quella amministrativa, l’organo deputato al riconoscimento del risarcimento del danno per l’occupazione o la trasformazione di terreni diversi o più estesi rispetto a quelli presenti nella dichiarazione di pubblica utilità o nel decreto di espropriazione.

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